Page 85 - Janet
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nero nero e lui, lentamente, fa cadere nella mia
               mano bianca tre piccolissime monete da 5 scellini.
               In totale l’equivalente è la sbalorditiva somma, più
               o meno, di 15 centesimi di euro. Parla in kiswahili
               con la parlata ancora incerta.
                  Il fratello di 15 anni mi traduce in inglese:
                  “Padre Gigi, il mio fratellino Albert mi ha detto
               che lui vuole dare a te i suoi soldini come elemo-
               sina per le tue opere di bene. Sono tutti i suoi ri-
               sparmi che da diverse settimane ha messo in tasca
               e custodisce gelosamente. Li vuole dare a te”.
                  Guardo Albert che, mentre lascia cadere il po-
               vero denaro, si accende in volto di un meraviglioso
               sorriso, quello di un angelo meraviglioso. Scappa
               via. Non posso dirgli niente perché il suo gesto mi
               ha tolto la parola, mi ha ammutolito, ha azzerato
               ogni mio calcolo, ogni mio pensiero. Guardo i tre
               soldini che mi sono rimasti nella mano bianca.
               Una lacrima cade su una moneta e la luce del sole
               la accende di un riflesso bellissimo. Mi siedo sul
               banco della chiesa e mi sento senza forza, mi sento
               completamente trasformato da quel meraviglioso
               gesto. In tutta la mia vita mai avevo ricevuto del
               denaro dal valore inestimabile come quello. Quel
               denaro è venuto dal cielo, un angelo di Dio me
               l’ha portato qui sulla terra e me l’ha messo nelle
               mani a Lango Baya.

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