Page 68 - Janet
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“Non ho mai ricevuto nessun messaggio del
               genere!”.
                  L’uomo, seguendo il modo africano, tenta di
               ridicolizzarmi ridendo. Lo farà anche durante il
               pomeriggio. Ma non lascio spiragli alla nuova pro-
               vocazione. Visto che non sortisce risultati, l’uomo
               ci prova con una domanda:
                  “Hai portato qualcosa?”.
                  Rispondo ancora più secco e con uno studiato
               tono di voce più forte: “No, assolutamente niente
               per te”.
                  Entriamo nel carcere accompagnati da questo
               misero personaggio. Lui ha sorrisi per tutti i carce-
               rati, pacche sulle spalle... e forse i poveracci cre-
               dono che sia anche un buon uomo, che parla loro
               di Dio, mentre noi sei siamo degli estranei e in più
               quattro di noi sono muzungo, bianchi.
                  I carcerati, come a febbraio, si radunano attor-
               no a noi. Dopo la preghiera dico che ho un regalo
               per loro. Si tratta di 15.000 scellini per beni di pri-
               ma necessità. Michael, immediatamente si rianima,
               sfodera il suo artistico sorriso da paraculo e davanti
               a tutti mi dice:
                  “Sono lieto di comperare per loro tutto quanto
               vi chiederanno...”.
                  Lo fisso negli occhi e davanti a tutti dico:


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