Page 71 - Janet
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“... e per me non c’è niente? Doreen, ti avevo
               chiamato cinque volte e non mi hai mai risposto.
               Perché?”.
                  La donna fa finta di non sentire... saliamo in
               macchina e ci dirigiamo al supermercato.
                  La situazione del carcere ci ha sconvolto. Mar-
               zia mi dice che è stata l’esperienza più forte che ha
               vissuto, Emanuele ricorda le mani dei prigionieri al
               di là delle sporche grate, le condizioni inumane in
               cui vivono, il loro cibo, le maleodoranti latrine e la
               loro povertà. Sono i poveri in prigione in Kenya,
               non i ricchi. Sono malati di AIDS e di malaria. Non
               hanno nulla. Il carcere in Africa di sicuro non ha
               lo standard europeo.
                  Il Kenya è tra i Paesi del mondo con un’al-
               ta popolazione carceraria che negli ultimi anni è
               aumentata vertiginosamente. Il sistema carcerario
               ha questa caratteristica: svuotare e nascondere i
               problemi. La situazione nel carcere di Mtangani è
               pessima, allarmante, di totale mancanza di umanità:
               la persona rimane marcata per tutta la vita, e quindi
               non c’è ritorno. Anche se la persona non tornerà
               in carcere, questo marchio, questo momento della
               sua vita, rimarrà per sempre. I carcerati rimangono
               con la difficoltà di organizzare la vita, di sapersi e
               di sentirsi sicuri. C’è tutto questo mondo, perché il
               carcere svuota la persona: il grande male del car-

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