Page 63 - Janet
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BRODAGLIA E FAGIOLI
Dall’enorme e consunto pentolone, lurido per
il grasso e l’olio, il detenuto con gesti rapidi e fre-
netici riempie le scodelle di metallo. Mi avvicino
incuriosito e scopro un liquido che più assomiglia
a uno scolo di lavandino che a brodo... Ha un
colore rossiccio terra e a fatica, da quella broda-
glia, emergono fagioli neri. Questa è la cena dei
prigionieri.
Con i miei compagni sono tornato al carcere di
Mtangani, qui in Kenya, per assicurarmi che pane,
latte, dentifrici e rasoi per la barba giungessero a
destinazione superando il muro di cemento armato
della corruzione che blocca ogni alimento e dono
nelle fauci dei poliziotti e dell’esercito posto a sor-
veglianza dei poveri disgraziati.
I secondini ci conoscono e non sono più ostili;
a Emanuele e a me è concesso di entrare nel car-
cere con più facilità e vedere il luogo dove verrà
posizionata la televisione che abbiamo regalato.
Ai prigionieri sarà concesso di vedere i notiziari di
mezzogiorno e delle sedici: una finestra sul mondo
libero dalla quale affacciarsi per respirare libertà e
aspettare il giorno dell’uscita dal carcere.
La popolazione carceraria è fatta tutta da po-
veri, perché i ricchi pagano ed escono. I poveri
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