Page 26 - Janet
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Finalmente, dopo venti minuti di auto, tra gli al-
               beri, è apparsa la grande radura del terreno com-
               perato dalla parrocchia e da lontano... la vediamo.
               Grido a Jimmy:
                  “Eccola! Eccola! Che bella!!!”.
                  Un brivido mi percorre la schiena, come a Sal-
               vador De Bahia nel 2014 all’inaugurazione della
               prima nostra opera: una cucina per i poveri in una
               favela violenta. Provo forte la percezione di Santina
               viva e contemporaneamente avverto commozione
               per i 148 martiri onorati con una chiesa per loro.
               Le due emozioni crescono nel cuore, unite: quella
               per Santina e quella per i martiri e appaiono in
               un forte rossore al viso per la commozione! Sono
               istanti meravigliosi che, per forza, dovevano essere
               cristallizzati nello scritto per non perdere il loro
               ricordo e la loro forza.
                  La chiesetta è li con i suoi colori, il verde pi-
               stacchio, il marrone delle finestrelle basse, che si
               sposa con il mattone della Porta Santa di San Pietro
               portata da Roma nel mese di febbraio. L’azzurro
               del portone centrale, le finte colonne dipinte di
               nero, le finestrelle superiori a forma di croce e la
               modesta croce in legno in cima al tetto. Il tutto
               nei meravigliosi colori della natura africana: il blu
               cobalto del cielo, il rosso della argilla attorno e il
               verde degli alberi... Colori bellissimi e di grande

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