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per Roma, seppur nell’umiltà e nella modestia della
nostra piccola costruzione, il sangue dei martiri ha
prodotto la nascita di una chiesa a loro dedicata.
A Roma, sul luogo del martirio di Pietro, è sorta
la Basilica vaticana, così a Garissa, se non fossero
morti 148 cristiani, nella missione di Bura Tana,
non sarebbe stata edificata la nostra chiesetta. Ecco
il valore fortemente simbolico dell’opera voluta da
Fondazione Santina: quello di dire che il sangue
dei martiri è seme di nuovi cristiani, secondo l’an-
tico detto di Tertulliano. Proprio questa bellissima
frase, che in luoghi come Garissa si comprende
profondamente, è dipinta nell’interno della cap-
pella di Bura Tana che siamo andati a inaugurare.
Padre Ernesto ha scelto questa frase per commen-
tare la data del 2 aprile 2015, accompagnata dalla
palma del martirio e dalla croce.
Nel viaggio di settembre avevo promesso a pa-
dre Ernesto di fare qualcosa per ricordare i martiri
di Garissa e il missionario mi aveva chiesto di co-
struire una chiesa nella sua missione di Bura Tana.
Tornato in Italia i soldi sono giunti miracolosamen-
te: Alberto, figlio di Caterina Piantoni, membro del
Cda di Fondazione Santina, si è sposato lo scorso
anno e ha destinato i regali di nozze a donazioni
di denaro a favore della Fondazione. Così, nel gi-
ro di neppure un mese, i soldi sono arrivati nelle
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