Page 84 - JAMES
P. 84
Naturalmente le rispondo di sì. Sono conten-
to che, nelle occasioni delle mie discese in Ken-
ya, Jimmy e Doreen mangino di più. È giovane
e deve mangiare!
La ragazza esce dal locale con il contenitore
in polistirolo bianco nella borsa. Mi chiedo per-
ché il suo menù sia stato così strano: gelato, frul-
lato, pollo e riso... Stranezze dei giovani. Guardo
l’orologio e mi rendo conto che devo scappare.
Devo visitare, all’ospedale, i malati di AIDS e poi
correre dall’economo della diocesi per chiudere
le procedure economiche legate al centro usiki-
riano, il centro che ci gestiva il programma HIV.
Il pomeriggio corre vorticoso. I minuti sem-
brano secondi e le ore sembrano minuti in questi
viaggi di solidarietà... fino a perdere la conce-
zione del tempo.
Stanco morto, alla fine del giro, ritorno da
Doreen. La ragazza mi sta aspettando sulla por-
ta. Prendiamo il tuk-tuk e, tra le strade caotiche,
giungiamo alla stanza dove vive Nekesa per la
quale, come Associazione, stiamo pagando l’af-
fitto.
La donna è invecchiata e la malattia la sta
letteralmente divorando. Parla tra colpi di tosse,
è febbricitante e mi regala una bellissima lettera
82

