Page 79 - JAMES
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cura di Nekesa. Ogni mese le darai 20 euro per
               alloggio e vitto e provvederai ad avvisare Cate-
               rina dello stato della povera malata e invierai le
               ricevute dei denari versati a lei. Va bene? Puoi
               tradurre a Nekesa? Se ci saranno problemi di
               salute seri e la donna si aggraverà invece telefo-
               nerai direttamente a me...”.
                  Mentre la giovane ragazza africana traduce
               a Nekesa, si vede il triste volto della malata ac-
               cendersi di luce. Tra colpi di tosse e sguardi di
               sorpresa la donna ci fissa negli occhi e ci stringe
               la mano, prima a me, poi delicatamente anche
               a Caterina e Marina. La commozione ci prende
               un po’ tutti, mentre Albert comincia a parlottare
               ripetendo i nostri nomi.
                  La donna termina lietamente il suo pasto. Do-
               reen ci saluta perché deve andare a lavorare e
               anche Caterina e Marina ci lasciano.
                  Rimaniamo al tavolo io, Nekesa e Albert. La
               donna vuole conservare un po’ di cibo per la
               sera ed i giorni seguenti. Chiamo un cameriere e
               faccio incartare il cibo conservato da lei. Mentre
               glielo metto nella borsa, penso alle nostre tavole
               in Italia, a quanto cibo lasciamo sui piatti e but-
               tiamo via oppure, con più sapienza, ci facciamo


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