Page 89 - JAMES
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camion arriva, qui come nello slum di Mombasa
               o di Nairobi, oppure in Brasile nella discarica di
               Porto Velho, la gente disperata assalta i miseri
               cumuli di scarto e, con occhi attentissimi, sceglie
               tutto ciò che è plastica. Soprattutto le bottiglie di
               plastica vuote. Le comprimono, ne fanno grandi,
               enormi sacchi e poi, al termine della giornata,
               li vendono per pochissimi scellini. È un posto
               infernale, ma più infernale è la vita di quelle
               persone. Rosaline, ad esempio, ha l’AIDS grave
               e compie questo lavoro tremando dal freddo per
               la febbre. È magra, due occhi grandi su di un
               viso in cui il teschio è ben delineato dalla sua
               magrezza, le sue ossa si possono contare, non
               ha addome, le mani sono secche... I tre figli sono
               in collegio per la sua miseria a cui si aggiunge la
               sua malattia e la fame!


                  Il nome di Rosaline è uno dei grani di una
               corona di un rosario di una disperata malattia
               che si chiama AIDS. Qui in Africa sono tante
               le persone affette da questa malattia che cono-
               sciamo, con le quali siamo divenuti in qualche
               modo parenti. È il nome di Everlyne, la mamma
               della mia Santina, oppure la nonna di Daniel,


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