Page 80 - JAMES
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incartare quando siamo sazi, il cibo da portare a
               casa ai cani o ai gatti. Solo alla fine, alcune volte,
               pensiamo di mangiarlo noi la sera.
                  La scelta di Nekesa è totalmente diversa da
               quelle indicate per noi, segue questo pensiero:
               ho ancora fame, ma ora è sufficiente; misuro
               questo abbondante cibo non sul mio desiderio di
               essere piena, ma sul reale bisogno e lo conservo
               per altri pasti. Come faccio a essere sicuro che
               Nekesa pensa così? Perché ho dormito nella ca-
               panna e per la sua considerazione mentre metto
               il cibo nella sua borsa:
                  “Ma, don Gigi, come è possibile che su tutti
               questi bei tavoli siano rimasti cestini pieni di
               pane? Troppo cibo in questa casa, troppo cibo:
               non si fa così! Posso almeno prendere il pane
               che qui è avanzato su questo tavolo?”.
                  Gli dico di sì. Lentamente la donna svuota i
               tre cesti di pane nella borsa. Con il bimbo felice
               usciamo dal ristorante e io guardo commosso
               quella borsa ora piena di buon pane e di pesce,
               e penso all’Eucaristia! Questo pane dovremmo
               consacrare sull’altare, pane che ora è divenuto
               indispensabile, mentre prima, nelle nostre mani,
               era così superfluo e banale. Il bimbo mangia le


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