Page 75 - JAMES
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il loro sforzo si concentra sull’avere quel cibo a
               loro essenziale.
                  Rimango in silenzio e guardo il bimbo ac-
               corgendomi che nel bambino l’imbarazzo cresce
               guardando il piatto. Inizio a tagliare il mio pe-
               sce e, quando mi accorgo che mamma e bimbo
               rimangono fermi allora, con le posate, inizio a
               tagliare a piccoli pezzi il pesce del bimbo. Quan-
               do taglio il cibo compio un gesto poco pensato.
               Imbocco con la forchetta il piccolino che inve-
               ce scuote la testa e non vuole. La mamma mi
               guarda e, con fiero orgoglio, allontana dal piatto
               del bimbo e dal suo piatto le posate e poi con
               coraggio in modo fermo mi dice:
                  “Gigi siamo africani e usiamo le mani”.
                  Prende un pezzo di pesce che ho tagliato e
               lo porta alla bocca di Albert che lo gusta con
               voracità. Abbandono così subito il mio cretino
               protocollo occidentale e, con le mani, imbocco
               il piccolo che, con sorrisi, inizia a mangiare di
               buon grado.
                  Nel frattempo Nekesa prende il piatto, se lo
               mette in grembo e inizia a mangiare con calma.
               Guarda i bicchieri di vetro e si chiede a che cosa
               servano. Ha portato un bicchiere di plastica che


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