Page 76 - JAMES
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può servire per tutti due. Il cameriere lo ritira,
lo lava e lo porta davanti al bambino. Mamma
e figlio ordinano coca cola e sprite. Inizia così il
pranzo e, piano, piano, Nekesa prende confiden-
za con l’ambiente e il bambino anche. La donna
mi guarda attentamente e inizia il suo discorso
con la traduzione di Doreen.
“Padre, la capanna in cui vivo e nella quale
hai dormito non è mia, pago l’affitto e non ho
soldi, è molto piccola e non c’è nessuna como-
dità, ma è il luogo dove possiamo ripararci la
notte... Ci puoi dare una mano? Ci puoi aiutare
a pagare l’affitto?”.
Mi rendo conto che la sua povertà è reale.
Non deve essere dimostrata perché l’ho potuta
vivere nella notte precedente. Sono preso an-
che dalla curiosità. Quanto potrà costare una
capanna come quella al mese? Doreen a nome
di Nekesa scandisce lentamente:
“Si tratta di dieci euro al mese...”.
Nekesa continua nella sua domanda:
“Vedi Gigi, oso continuare a chiedere per me
è mio figlio cibo. Io faccio lavori occasionali:
lavo biancheria, vendo banane, passo di casa in
casa a chiedere lavori saltuari, ma non bastano.
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