Page 25 - JAMES
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sti premio, e la guardia sulla porta ci saluta con
               “welcome”, benvenuti. Non riesco a trattenere
               la risata:
                  “Dire ‘benvenuti’ in un carcere è un po’ forte
               perché qui sicuramente non si sta bene”.
                  Il portone si apre e oltrepassiamo il confi-
               ne dell’Africa bene e finta e ci troviamo in un
               oceano di disperati. Ci colpiscono molto, da un
               padiglione, le mani dei prigionieri in attesa di
               giudizio che sporgono dalla grata. Una immagine
               forte e drammatica: mani che bramano libertà,
               assetate della vita tolta loro dalle mura carcerarie
               per un delitto compiuto. Nel cuore ho le parole
               del Papa Francesco:
                  Perché loro sono qua e io sono fuori? Sono
               io più bravo di loro?
                  È una domanda drammatica a contatto con
               questi giovani. Belli, forti, pochi anziani, tratti in-
               credibilmente affascinanti dei loro visi... Eppure
               qui! Questa domanda è, per me, un’ossessione,
               dal carcere di massima sicurezza di Challapalca
               in Perù a 5.050 metri, dove abbiamo costruito
               un campo da pallone, a questo sporco carce-
               re d’Africa pieno di topi, muffa e pulci! Papa
               Francesco dice il vero. Se non fossero nati in


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