Page 27 - JAMES
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Ha inizio la finale del campionato dedicato
alla nostra Santina. 30 minuti per tempo. I car-
cerati fanno il tifo. Per noi due è occasione per
scattare centinaia di foto e per cogliere sguardi
e atteggiamenti dei detenuti. Sono proprio loro
che più ci colpiscono della partita. Non i gioca-
tori, ma i tifosi! Ogni tanto il pallone troppo alto
passa le mura carcerarie ed esce. Dalla torretta la
guardia grida alla gente fuori dove sia il pallone.
Sembra oggi che quella guardia carceraria sia un
po’ distratta, più che fare la guardia ai detenuti
che in quel momento pensano a tutto tranne che
a scappare, la nostra guardia di sentinella sembra
avere un gran da fare a indicare fuori ai passanti
dove sia finito il pallone uscito per i calci troppo
potenti dei giocatori! E poi gode di una posizio-
ne incredibile per vedere la competizione, una
sorta di tribuna coperta!
Loro gridano, fanno il tifo. Per un pomeriggio
evadono in altro modo dal carcere e tornano a
sognare, a condividere ad abbracciarsi! Formi-
dabile il potere del gioco e la sua dimensione
terapeutica. Ai calci di rigore la vittoria va agli
Elefanti, tra grida di esultanza a ciascuno dei tiri,
o di sconforto nel caso in cui si fallisce la rete.
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