Page 66 - Ivonete
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“Quando esci ti mettono questo apparecchio
               alla caviglia. Una volta alla settimana ti devi pre-
               sentare a un posto di polizia a te assegnato dove
               il congegno si ricarica e intanto firmi la tua pre-
               senza. È un gps e non puoi allontanarti per più
               di alcuni chilometri. Se te lo togli, oppure esci
               dal perimetro a te assegnato, la tua pena aumen-
               ta e, senza alternative, la sconti tutta in carcere”.
                  Lo guardo silenziosamente. Vedo nei suoi oc-
               chi un’infinita amarezza.
                  “Vedi, padre, la galera è davvero brutta ma
               quando ti fanno uscire con questo regalo suc-
               cede un’altra cosa. Ti spiego. Se io mi muovo
               da Vila Princesa ed esco da questo ambiente di
               degrado e violenza, la gente ti vede, vede questo
               apparecchio e ti giudica. Ha paura di te, sei un
               prigioniero in libertà e questo non ti fa bene,
               brucia tutte le tue relazioni con amici, parenti e
               conoscenti. Tutti hanno paura di te e si vergo-
               gnano di te…”.
                  Mentre il ragazzo parla penso: ‘Certo che so-
               no proprio un cretino a fare queste esperienze;
               mi mancava, questa notte, anche il prigioniero
               in libertà vigilata. Speriamo non venga qualche
               amico drogato mentre sono qui!’. Lo guardo.


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