Page 69 - Ivonete
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penso a tutti loro e alle povere famiglie di que-
sto bairro sfigato nel quale l’inferno è di casa…
Penso all’Europa lontana e a quanto sia fortunato
io, mi giro, da una fessura vedo il maiale che si
muove.
Al di là del patio le luci sono spente. Devo
dormire anch’io. In questo posto così brutto e
nero mi addormento di colpo vinto da una for-
midabile stanchezza per la giornata intensa.
Sento bussare alla porta, è ormai l’alba. Nina
è alla porta.
“Buongiorno don Gigi! Grazie di aver dormito
nella mia casa. Non mi era mai capitato che un
sacerdote dormisse in casa mia… in verità nes-
suna persona viene ad abitare con noi in questa
catapecchia. Ci hai fatto un grande onore, ci ha
dato tanto con la tua presenza e ci sentiamo un
po’ più uomini, un po’ più considerati. Ho per
te un regalo: prendi questa maglietta rossa, è
di Marcelo e prega per lui. Te la regalo perché
tu possa ricordarti sempre di lui e ricordare noi
nella tua preghiera”.
Guardo Nina. La maglietta è visibilmente usa-
ta ma pulita. Mi commuovo. Mi tolgo la mia ma-
glietta bianca con il logo di Fondazione Santina:
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