Page 49 - Ivonete
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La messa inizia e don Sergio, il sacerdote di
quella comunità, in modo solenne, per quanto
si possa essere solenni in questa discarica, dona
al Nunzio la chiave. La celebrazione, semplice
ed essenziale, ha inizio. Aspersione con acqua
benedetta, consacrazione dell’altare, presentazio-
ne delle offerte. Una messa animata da voci di
gente povera che vive nella miseria ma, al tempo
stesso, dignitosa in questa chiesetta. Mentre la
discarica è un luogo che li deturpa e li sfigura,
l’umile chiesetta li pulisce e li rende belli. Sono
lì vestiti dalla festa: una maglietta usata, magari
recuperata dalla discarica, lavata a cento gradi,
rilavata e, dunque, sbiadita ma pulita. Non ci
sono abiti firmati per loro ma abiti modesti e
miseri. Quanto sono belli!
Dalla città arriva qualcuno e lo riconosci da-
gli abiti più lussuosi. Se la discarica ti degrada,
forse la città ti regala l’inutile. Solo la cappellina
di Donato e Giuseppina pulisce e regala identità,
quella della maglietta logora sì, ma pulita; quella
di sentirsi fratelli; quella di ricevere forza e spe-
ranza. Giunge anche il vescovo di Porto Vehlo,
don Roque, un uomo buono e di preghiera. La
celebrazione eucaristica ha il suo ‘capo e pastore’
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