Page 48 - Ivonete
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ne e, anche se sono tutti derelitti e miseri, pro-
prio per rispetto e onore ci siamo vestiti bene…
O meglio, io ero vestito bene. Le mie scarpe
nuove, totalmente infangate non fanno notizia
tra di loro, abituati tutto il giorno a rovistare nella
spazzatura; come pure i miei pantaloni di lino
blu, pieni di macchie e fortunatamente coperti
dal camice liturgico.
In prima fila c’è Nina, una signora dolcis-
sima che sarà la custode della cappellina. Più
dietro c’è il marito, Francisco, e il figlio di 27
anni Marcelo, un bellissimo ragazzo tristemente
segnato dalla droga. Poi vi sono loro, il popolo
della discarica, rivestiti, puliti, come lo è Nina nei
suoi panni puliti, molto diversi dai guanti pesanti
verdi e dagli stivali che mette per rovistare nel-
la discarica. Questa è la nostra gente! Questa è
la gente che incontro nella discarica. Per quella
gente don Gianni ha preso un aereo e ha lascia-
to per alcuni giorni Brasilia! Penso che questo
Nunzio sia un po’ matto… no! Penso che questo
Nunzio è un po’ santo! Ha per loro lo stesso
sguardo e la stessa bontà che ha avuto con me
abbracciandomi quando, in pianto uscivo, dalla
discarica.
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