Page 18 - Ivonete
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Suor Elisabetta traduce e la donna mi fa ca-
pire con i suoi occhi che è d’accordo. Leggo nei
suoi occhi un misto di determinazione nel rac-
contare, di paura, ma anche di gioia che qualcu-
no si interessi a lei e al suo vissuto. Mi risponde
subito di sì, in modo quasi impulsivo. Ci sediamo
e lentamente inizia il suo racconto.
“Don Gigi, io ho un figlio avuto da un altro
uomo di 21 anni, si chiama Gabriele, il mio pic-
colino che vedi ora si chiama Juan Lucas ed è
figlio di questo mio nuovo compagno. Ho quasi
quaranta anni. La mia storia è triste e piena di
non senso. Il mio lavoro è umile, lavoro come
donna delle pulizie. Pensa, padre, da dieci anni e
otto mesi accudisco un anziano. Vado la mattina
e torno la sera, lavo la sua biancheria, pulisco i
pavimenti e faccio da mangiare per lui. Lui ha
un figlio che è grande, ha 33 anni e si chiama
Rafael. Fino qui una vita normale di sacrifici, una
vita umile e semplice”.
Anch’io mi chiedo dove sia la vicenda triste
perché questa è una vicenda di povertà, non di
miseria, comune magari a tante badanti in Ita-
lia. Anche mia mamma Santina, rimasta vedova,
puliva pavimenti e lavava biancheria sporca…
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