Page 16 - Ivonete
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una storia forte e impressionante. La nostra auto
si ferma all’ingresso di un grande condominio,
una specie di residence. Le luci della sera scen-
dono su questa periferia carica di droga, pro-
stituzione e violenza. Lo sfondo è quello della
bellissima distesa verde che caratterizza questa
zona. È umido e con la suora non riesco a parlare
moltissimo… o meglio: lei capisce benissimo me,
ma io non capisco lei. Restiamo in attesa. Ci han-
no detto “cinque minuti”, ma siamo in America
Latina e i cinque minuti qui diventano dieci, poi
quindici, infine venti… Ci metto un po’ di tem-
po ad adattarmi ai ritmi di qui. Al di là dei ritmi
biologici legati al fuso orario di cinque ore che
fa scherzi con sonno e alimentazione, la filosofia
del tempo è molto diversa… Fremo e chiedo alla
suora, con una irritazione malcelata, di chiamare
questa Maria Ivonete. Lei sorride e attende. Io
ricambio il sorriso e aspetto messo a tacere dal
suo disarmante sorriso angelico di donna che ben
conosce con chi abbiamo a che fare. Finalmente,
dopo circa 40 minuti, arriva un’auto scassata. L’u-
midità della sera diventa più intensa. Seguiamo
la macchina che, per un dedalo di strade dai
muri colorati, giunge in una via. L’auto si ferma.
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