Page 15 - Ivonete
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DICIOTTO PUGNALATE
L’inizio di questo viaggio è in salita. Scrivo
così in un messaggio WhatsApp indirizzato a un
amico e mi riferisco al primo incontro che ho
avuto a Brasilia.
Sono in macchina con suor Elisabetta. Il mio
problema grave in questo Paese è che il mio
livello di portoghese è insufficiente. Lei capisce
bene l’italiano e almeno riesco a farmi capire
bene dai miei interlocutori. Il problema è che
lei e loro non parlano per nulla italiano e quindi
parlano adagio e mi devo affidare allo spagnolo
un po’ più vicino al portoghese dell’italiano, ma
il mio grado di ascolto non mi soddisfa!
Le suore hanno, in una delle tante città sa-
tellite di Brasilia, città nate in modo un po’ sfor-
tunato negli anni sessanta, un asilo per bambini
figli di persone disagiate. Subito dopo pranzo,
senza aver smaltito le interminabili ore di aereo
da Roma a San Paolo e da San Paolo a Brasilia,
partiamo per incontrare loro, i poveri che vivono
in queste città satellite. Abbiamo appuntamento
con la signora Maria Ivonete. Suor Elisabetta mi
dice che vale la pena ascoltarla perché la sua è
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