Page 33 - Halima
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MAUA: LA DETENUTA CHE PENSA AL PARADISO

            Le chiedo: ma anche tuo zio Babas è qui, in
         carcere? “Sì, padre, tutti e due eravamo stati
         condannati alla pena di morte e tutti e due
         ora siamo qui con una condanna all’ergasto-
         lo”. Dimmi Maua, cosa è cambiato nella tua
         vita con la sentenza di morte? “Tutto, padre!
         Prima di tutto, mio marito non mi riconosce
         più come moglie e la mia bambina viene affi-
         data alle cure di mio fratello Mukamba. E ti
         senti sola, perché il primo frutto di una gran-
         de ingiustizia è la solitudine: tutti scappano,
         il sistema ha deciso che tu sei una assassina
         e il mondo intero ci crede. Nessuno ha mai
         considerato la tua innocenza. E poi, padre?
         Se sei nella miseria come me non ti puoi per-
         mettere un avvocato. Ti faccio un esempio:
         una mia compagna di cella è una ragazza che
         è qui con l’accusa di avere ucciso il suo bam-
         bino, ma sai cosa è successo, in realtà? Non
         sapendo né leggere né scrivere ha confuso la
         medicina ed ha dato al suo piccolo la medi-
         cina e la dose sbagliata! Ti immagini il dram-
         ma della mia amica? Aver ucciso per errore il
         tuo piccolo che amavi come la tua vita? E su
         questo dolore oceanico pure l’ingiustizia del-

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