Page 29 - Halima
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MAUA: LA DETENUTA CHE PENSA AL PARADISO

         numero del vicino e con tono determinato
         gli intimo di non parlare! Il vicino invece chia-
         ma immediatamente la polizia che mi trova
         insieme a mio zio Babas accanto al cadavere
         con le mani sporche di sangue e con lo stesso
         sangue pure sul cellulare. Ero entrata in casa
         di mio zio con le mani pulite e libere, esco da
         quella casa in manette e con le mani sporche
         di sangue! Quell’immagine ancora oggi mi
         spacca la testa”.
            Mentre Maua parla di manette e di san-
         gue, penso che sia terribile essere accusati
         ed ammanettati ingiustamente. Mentre tu,
         nel profondo del tuo cuore sai di non ave-
         re commesso il crimine del quale ti si accu-
         sa, il mondo intorno a te crede il contrario!
         Una forte ingiustizia distrugge il carattere,
         la personalità di un essere umano! In ingle-
         se c’è un’espressione molto molto forte e
         plastica: character assassination, ti uccido il
         carattere, uccido non il tuo corpo ma la tua
         personalità. Le guardie carcerarie portano
         una bottiglietta di acqua per me – a Maua
         niente. La apro e prima di bere la offro a lei.
         Risponde di no: le dico: “Se non bevi non

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