Page 37 - Halima
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MAUA: LA DETENUTA CHE PENSA AL PARADISO

         minuto ora a farlo anche tu. “Ma, Gigi, il gioco
         non è finito, è molto più lunga la storia. Vuoi
         continuare?”. La ragazza di trentanove anni mi
         sfida! Le rispondo: “Se non ti fa troppo male,
         certamente sì! Continuiamo”.
            “Devi sapere che l’impiccagione non avvie-
         ne qui. No, no! Un bel giorno, le guardie ti
         informano che 15 giorni dopo sarai trasferita
         in una prigione vicino a Nairobi. Quando ti
         dicono questo, il cervello ti parte: hai anco-
         ra solo 15 giorni di vita. Pensi di ammazzar-
         ti prima, pensi a tua figlia piccolina che non
         potrai più vedere e il pensiero di Dorothy in
         quei giorni era per me il più terribile, lasciare
         la mia piccola, non vederla mai più! Entri in
         un incubo. Ho finito la mia vita, e l’ho finita
         a motivo di una stupida telefonata sporca di
         sangue senza avere mai ucciso nessuno. Così
         finisce la tua vita, ingiustamente. Piangi, non
         dormi, ti disperi, gridi, ridi, parli, stai zitta ...
         vomiti! Che schifo di vita, gli ultimi quindici
         giorni della tua vita, davvero miserabili. E poi?
         E poi arriva il giorno del trasferimento al brac-
         cio della morte, ma quel giorno una guardia ti
         dice che il trasferimento è rimandato ad un’al-

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