Page 26 - Halima
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Kenya
halima
brucia ma il sapore del sale in bocca si addol-
cisce nel ricordo di una detenuta che con il
suo esempio è stata capace di riportare una
pace profonda nel mio cuore.
Si chiama Maua ed è reclusa nella prigione
di Mtangani, quella stessa prigione nella qua-
le alcuni anni fa abbiamo costruito una cella
nuova. La storia è forte e ve la mando con il
consueto gusto della provocazione. Maua
oggi ha 39 anni e sta scontando l’ergastolo.
La incontro in una saletta della prigione, nel
pieno rispetto delle norme anti-Covid; Jimmy
e Mishi mi fanno da traduttori, dal kiswahili
all’inglese. E riparte quel complicato mecca-
nismo delle traduzioni multiple: lei parla nella
sua lingua, Mishi traduce in inglese per me,
io traduco e scrivo in italiano. La tensione è
sempre alta perché ho sempre paura di per-
dermi particolari forti della storia. La ragaz-
za indossa la divisa a strisce delle prigioni
kenyote. Capisco subito che è musulmana
perché sul capo porta un fazzoletto che le
copre i capelli. La ragazza si siede. Quando
è arrivata in carcere non conosceva l’inglese,
ora sembra che qualcosa abbia imparato. Gli
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