Page 27 - Halima
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MAUA: LA DETENUTA CHE PENSA AL PARADISO

         occhi sono vivaci e rivelano una persona intel-
         ligente e creativa. Mishi, la guardia carceraria
         musulmana che la accompagna, è una bella
         ragazza che ci saluta con rispetto. Siedono,
         e dopo un momento di silenzio, inizio lenta-
         mente la presentazione mia e di Jimmy e le
         chiedo se se la sente di raccontarmi la sua
         storia, perché potrebbe aiutare molti ragazzi
         e giovani italiani a guardare alla vita in modo
         nuovo e positivo. Le racconto che la sua storia
         sarà pubblicata in un libretto – Maua sorride
         compiaciuta e mi dice di sì. Il nostro incontro
         durerà due ore, piene di colpi di scena e di
         altalena tra dolore e speranza. Mishi le dice
         di cominciare, io la seguo scrivendo sui miei
         pezzi di carta con la biro blu.
            “Padre, mi chiamo Maua, sono in carcere
         dal 2011: sono già dieci anni… Oggi ho tren-
         tanove anni; ero felicemente sposata con un
         uomo dal quale nel 2007 ho avuto una splen-
         dida bambina che si chiama Dorothy e ora ha
         14 anni”. Mentre Maua pronuncia il nome di
         sua figlia, il suo sguardo si illumina come suc-
         cede sempre quando una mamma pronuncia
         il nome di suo figlio, ma dopo questo guizzo

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