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di 30 giorni, restammo con il padre a casa sua.
               Avevamo molta paura che venissero a cercarci e
               che ci prendessero per farci sparire. Non seppi-
               mo nulla della gente del Tibor. Quelle cose non
               escono sui giornali e mai si vengono a sapere.
                  Padre Francisco Villasenor rimase poco tem-
               po e tornò all’arcidiocesi di Morelia Michoacán
               dato che veniva da lì. Era andato ad aiutare pa-
               storalmente per qualche tempo Monsignor Ma-
               nuel Samaniego, del quale era molto amico. Tutti
               tornarono dai propri campi di missione per con-
               dividere le proprie esperienze. Solamente noi
               non riuscimmo a terminare il nostro incarico.
               Restammo ancora alcuni giorni nella parrocchia
               e tornammo alle nostre terre all’inizio del mese
               di agosto del 1974”.


               L’INCONTRO CON IL MIO AGGRESSORE
                  “Correva il mese di luglio del 1976 e, aven-
               do preso la decisione di entrare in seminario,
               ci inviarono in missione nella parrocchia della
               Concordia, nella parte Alta de Arcelia Guerrero
               della terra caliente. Lì il parroco, Demetrio San-
               chez Suazo, ricevette tutti noi sette seminaristi


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