Page 57 - HUGO
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colpì con il Falk nella parte finale della colonna
vertebrale. Fu un colpo veramente forte e crol-
lai al suolo. Cominciò a prendermi a calci con i
suoi stivali in faccia, al petto e da tutte le parti.
Piangendo gli dicevo di non colpirmi, che ave-
vo la mia famiglia, i miei genitori e fratelli, che
venivamo per conto del padre per una missione.
Lui non fece caso a me e continuava a colpirmi.
Poi mi abbassò i pantaloni e mi afferrò con for-
za i testicoli e tirò fuori un coltello di quelli che
chiamano automatico e mi disse:
‘O mi dici chi ti ha mandato o ti castro”.
Mi minacciò con il coltello e poi, senza lascia-
re andare i miei testicoli, mi conficcò il coltel-
lo nell’inguine destro da dove immediatamente
sgorgò molto sangue. Quando era sul punto di
tagliarmi i testicoli aprì la porta il tenente che
avevo incontrato il giorno prima. Immediata-
mente il militare tolse il coltello che era ancora
dentro il mio corpo e disse al tenente che aveva
intenzione di castrarmi perchè confessassi per
quale giornale stavo investigando. La presenza
del tenente mi salvò la vita. Mi riconobbe e im-
mediatamente mi portarono dal loro medico con
un lettino e poi alla casa di Don Santiago. Avevo
perso molto sangue.
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