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di quello che il soldato stesse facendo con me.
               La gente del posto non mi conosceva ancora”.


               LA TORTURA
                  “Nell’aula della scuola cominciò a interrogar-
               mi chiedendo per quale giornale lavorassi e per
               chi erano le fotografie. Affermava che ero un
               reporter e voleva che gli dicessi di sì. Io gli dissi
               che ero venuto con le missionarie per una cam-
               pagna di alfabetizzazione. Non volli dirgli che
               ero studente della preparazione della università
               autonoma di Guerrero, per non complicare le
               cose visto che in quel tempo l’università aveva
               molti conflitti con il governo. Mi chiese per qua-
               le motivo li stessi investigando, se sapevo della
               droga e mi mostrò da dietro le persiane di una
               delle finestre dell’aula come in quel momento
               diversi soldati stavano caricando un camion con
               pacchi di marijuana. Mi disse che io li stavo in-
               vestigando per denunciarli.
                  Come gli dissi che non ero un reporter né
               che ero venuto per conto di nessun giornale,
               cominciò a colpirmi molto forte. Aveva in mano
               un Falk come arma. Ero in ginocchio per i tanti
               colpi. Fece in modo che mi chinassi e quindi mi


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