Page 62 - HUGO
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quel momento mi avrebbe ucciso e mi avrebbe
buttato nel fiume. Disse che aveva agito così
per ordini superiori, poiché erano a conoscenza
del fatto che li stavano investigando. Per questo
voleva farmi sparire. Gli chiesi come era possi-
bile pensare che un adolescente di sedici anni
fosse un reporter investigatore come diceva. Per
buon senso non poteva essere così. Gli ricordai
che avrebbe dovuto domandare al tenente cosa
doveva fare con me. Gli domandai anche perché
avevano ucciso i trenta contadini e disse che
non mi poteva rispondere. Mi avvicinai a lui e
gli dissi che lo avevo perdonato da tempo e gli
diedi la mano. Lui corrispose con un abbraccio.
Senza dire altro se ne andò. Gli dissi: ‘Grazie per
aver risposto’ quando già se ne stava andando.
Per giustificare i militari, il capitano disse che
molte volte le truppe erano stanche, senza cibo,
senza la possibilità di vedere le proprie fami-
glie per mesi, minacciati dalla guerriglia e che
come tutti gli esseri umani avevano paura. Però
accettava anche che molti andassero in giro dro-
gati per sopportare la fatica e lo stress, e perciò
spesso erano così aggressivi e violenti. Con ciò
si davano coraggio di fronte alle proprie paure”.
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