Page 65 - HUGO
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KAORI E IL CARCERE DI ACAPULCO
Siamo in volo da Houston a Francoforte, il
lungo volo di 9 ore. Sono stanco. Cinque letti
diversi in una manciata di giorni, forse è troppo.
Poi c’è lei che ti sfibra: la tensione! In uno Stato
fuori controllo, in cui non sai se è più pericoloso
il cartello dei narcos o l’esercito e la polizia, vivi
in una tensione continua che ti rode il cervello...
Piano piano ti puoi forse adattare, ma mai abi-
tuare! Ho volato da Acapulco a Città del Messico.
Ora da Città del Messico a Francoforte e domani
da Francoforte a Roma. Non so come faccio a
scrivere e pensieri che siano in qualche modo
coerenti. Quello che ho vissuto esplode in me e
chiede di essere tematizzato e scritto!
Ho deciso di visitare il carcere di Acapulco
per due motivi.
Lo scorso luglio qui vennero uccise ben 28
persone, tutti prigionieri. Poi la volontà di in-
contrare lei, Kaori, l’assassina ventenne di Erika
Lisette, la figlia di Gaby.
In questi giorni ho ricevuto un regalo prezio-
so, un piccolo cuore di cristallo che porto con
orgoglio al collo. Me lo ha dato Gaby e appartie-
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