Page 58 - HUGO
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Quando mi tirarono fuori dall’aula, l’elicot-
               tero se n’era già andato e la gente si era ritirata
               nelle proprie case. Con il rumore dell’elicottero
               non si erano resi conto delle mie grida e ur-
               la con le quali tentavo di chiamare attenzione
               perché non mi uccidessero. Per i colpi ci rimisi
               la mandibola, mi ferii alla colonna vertebrale,
               rimasi ferito agli stinchi, agli occhi, al naso e alla
               bocca. Tutta la faccia era molto infiammata. Quel
               pomeriggio persi i sensi per una febbre molto
               alta che proseguì per quattro giorni. Rimasi non
               cosciente per otto giorni. Tutti pensavano che
               sarei morto. Non poterono trasportarmi alla par-
               rocchia perché cominciò un forte ciclone che
               provocò piogge fortissime per cinque giorni. Il
               tenente restituì la mia macchina fotografica e il
               rullino alle missionarie. Quella fu l’unica cosa
               che mi portai dal Tibor. I militari dicono che mi
               fecero iniezioni molte volte e Don Santiago risul-
               tò essere una sorta di medico del villaggio e mi
               curò anche con le sue erbe. Mi fece un paio di
               stampelle di legno per cominciare a camminare.
               Fu allora che la gente si avvicinò a noi e alcuni
               cominciarono a prendere lezioni per imparare a
               leggere e a scrivere. Tuttavia questo durò solo


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