Page 83 - Hazar
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fatto sapere che nulla sarebbe stato toccato e che,
               in caso di danni, avrebbero pagato loro dieci vol-
               te il valore delle cose rubate o distrutte. Avevano
               messo due uomini di guardia al cancello. Poi, una
               mattina, le guardie non si sono più viste. Qualche
               giorno dopo la statua della Vergine nel cortile era
               a terra in pezzi e al posto della croce in cima alla
               cupola c’era la bandiera nera dello Stato Islamico.
               Da allora nessuno sa nulla di quello che è stato
               fatto o non fatto al monastero.
                  Per saperne di più sulla Mosul dell’anno zero
               del califfato, arrivando a Erbil questa sera, vai nei
               cortili e presso le altre strutture della cattedrale cal-
               dea di Erbil, san Giuseppe. Lì troverai la maggio-
               ranza degli oltre tremila sfollati cristiani alloggiati
               nelle aule della scuola parrocchiale, nelle aiuole,
               in tende sui prati. Provengono da Qaraqosh, ma
               un certo numero è arrivato da Mosul dopo che, ai
               cristiani, lo Stato Islamico aveva dato l’ultimatum:
               o la conversione all’islam, o il pagamento della
               tassa di protezione e sottomissione o la morte.
               Ancora oggi, per ingraziarsi i residenti, il califfato
               distribuisce, a prezzi ridicoli, benzina che arriva
               dalla Siria, dove l’organizzazione controlla pozzi
               petroliferi e raffinerie, ma nella maggior parte della
               città mancano acqua ed elettricità.

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