Page 82 - Hazar
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jihadisti dell’ISIS, ma la sua popolazione – ottomi-
la residenti e tremila profughi di varia estrazione
religiosa provenienti da Mosul e Tel Eskof in varie
ondate – si è dileguata alla massima velocità”.
Il padre ricorda molto bene le vicende di quella
notte e io non posso esimersi dallo scrivere avi-
damente sui miei fogli di carta stropicciati. Sono
davanti a un testimone di quella notte atroce e
questo testimone, per mia fortuna, parla italiano!
Bevo un sorso di caffè e incalzo:
“Raccontami padre! Forse è la millesima volta
per te, per me, però, è la prima!”.
“Siamo fuggiti verso mezzanotte con le auto e
dopo aver caricato i bambini dell’orfanotrofio sul
loro pullman. Ma non abbiamo potuto prendere
gli archivi storici con noi. Una fuga vera e pro-
pria, con il pericolo della vita. Questa invasione e
questa cacciata sono diverse da quelle del passa-
to. Questi jihadisti non vogliono solo occupare e
razziare, vogliono cancellare completamente tutto
quello che c’era prima di loro”.
“Padre Joseph, perché dici così?”.
“Ti voglio parlare del monastero di san Giorgio
alle porte di Mosul, appartenente anch’esso all’or-
dine antoniano. All’inizio i capi del Daesh avevano
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