Page 87 - Hazar
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metica, sulla spalla mi misi un kalashnikov e una
cartucciera attorno alla vita. Dormivo di giorno e
stavo di sentinella tutta la notte camminando per
i cortili e le scale del convento. ‘Se Daesh deve
entrare qui – dicevo – preferisco mi scambino per
una guardia della milizia di paese piuttosto che il
monaco che sono in realtà: sono convinto che sarei
trattato meno duramente.’ Ero deciso a dare la vita
per proteggere il mio sacerdozio e tutti i monaci
qui presenti!”.
Guardo con grande curiosità e una sorta di
perplessità quel giovanottone che sembra però
avere tutta l’ammirazione da parte dei miei due
peshmerga...
Il sole è forte ma, verso le 14,30, usciamo dal
monastero per inerpicarci con la jeep sulla mon-
tagna e ammirare l’antichissimo monastero di Or-
misda. Il caldo raggiunge i 46 gradi, ma i bravi
peshmerga mi accompagnano fino la cima dalla
quale si può vedere il territorio dello Stato Islamico
a 15 chilometri di distanza. Non gusto molto la bel-
lezza di questo monastero antico. Il mio sguardo è
rivolto verso Mosul e Tel Eskof nelle mani di ISIS.
Penso a quei cristiani presenti in una città di un mi-
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