Page 86 - Hazar
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“Le altre notizie parlano di razzie in corso o in
               preparazione, ai danni delle proprietà dei cristiani
               e degli yazidi alle quali partecipano musulmani
               sunniti arabi dei villaggi vicini. ‘Tanti stanno fian-
               cheggiando Daesh non tanto per ragioni politiche,
               ma perché vogliono prendere parte ai saccheggi.
               Purtroppo le cose stanno così’, mi ha spiegato un
               profugo”.
                  Rimango esterrefatto da tutte queste notizie rac-
               colte a 20 chilometri di distanza da Mosul. Men-
               tre parliamo bussano alla porta, sono i miei due
               peshmerga. Il tempo si è fatto breve e dobbiamo
               visitare il monastero sulla montagna prima di arri-
               vare per sera ad Erbil. Con loro due appare padre
               Raphel, un giovane monaco che con forza ha di-
               feso il suo monastero. Curioso di sentire un altro
               testimone gli chiedo:
                  “Padre Raphael, non hai avuto paura dell’ISIS?”.
                  Il ragazzo, abbastanza robusto, mi guarda dritto
               negli occhi e mi dice:
                  “Don Gigi io sono stato ordinato sacerdote
               il 6 agosto 2012. Esattamente due anni dopo, il
               6 agosto 2014, gli uomini di Daesh stavano per
               aggredire il nostro monastero. Indossai una mi-

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