Page 74 - Hazar
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professori in queste mie meditazioni notturne nel
               campo profughi.

                  L’Italia mi appare lontana e piena di rumore.
               Qui, nella miseria e nella insicurezza, il sonno pro-
               fondo quieto e forte di nove bambini yazidi, dei
               loro semplici e buoni genitori. Non vi sono ratti
               o insetti, solo qualche fastidiosa zanzara. Il caldo
               soffocante del giorno si stempera nella notte e,
               mentre ascolto il respiro di tutti quei bambini che
               mi culla, mi viene spontaneo pregare per loro.
               Gesù, in questa notte mi sei particolarmente vicino
               attraverso questa numerosa famiglia in cui trascor-
               ro la notte. Non è la comoda camera di una casa
               di ferie al mare o in montagna! Devo stare attento
               a come mi giro per non dare un calcio a un bimbo
               o una gomitata a un altro. Si sta stretti in questa
               stanza, ma... Mi sembra di essere in paradiso! I
               piccolini mi insegnano il sonno profondo che io
               ho perso, questa famiglia mi insegna la povertà e
               anche l’ospitalità. Quante cose imparo questa not-
               te Gesù e che malinconia avrò la prossima notte
               senza di loro, senza il loro respiro, senza la loro
               quiete! Mentre prego mi giro. Un piccolino, nel
               sonno, si sta succhiando il pollice. Una bimba ap-

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