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SENEN NAVA SANCHEZ


            Dall’Italia mi giunge un messaggio WhatsApp
         di un caro amico prete di Bergamo:
            “Spiegami don Gigi le tue compagnie. I nostri
         amici preti tornano dai loro viaggi vantando di aver
         incontrato un vescovo, oppure il sindaco di una
         città, un imprenditore e politico, oppure un artista,
         un letterato, un giornalista oppure un campione
         sportivo… tu invece torni vantando di aver cono-
         sciuto i peggiori criminali di Perù, Kenya, Brasile,
         Iraq… e ora ti mancava il Messico con il capo san-
         guinario del cartello del Los Rojos, una ragazza che
         ha sequestrato e ucciso uno studente di Acapulco,
         e infine un tizio che ha accumulalo 147 anni di car-
         cere! Ma che razza di prete sei: tu non hai le rotelle
         a posto, amico mio!”.
            Il simpatico messaggio WhatsApp mi giunge do-
         po la terza visita alla prigione di Las Cruces ad Aca-
         pulco, dove davvero ho incontrato questi criminali.
            Rido tra me… Ha ragione don Giorgio.

            In effetti non mi sembra di essere del tutto nor-
         male e, ripensando all’incontro con Senen Nava
         Sanchez, mi vengono i brividi.

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