Page 42 - Felix
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riesco a togliermi l’odore dalla pelle, dagli abiti, dal-
         le mutande. Ho dovuto lasciare i vestiti in ammol-
         lo. Sotto la doccia ho fatto entrare e ho aspirato
         profondamente l’acqua. Niente da fare! Durante la
         messa vespertina, al memoriale delle vittime, sento
         ancora il tanfo nel naso e, bevendo il vino e man-
         giando il pane consacrato, quello schifoso odore
         che ho nel naso si mischia con il sorso di vino e il
         frammento di pane… troppo piccoli per assorbire
         tutta la forza delle papille gustative della lingua.
            Mentre ringrazio Gesù di essere con me, penso
         a tutti i parenti dei morti ammazzati qui ad Aca-
         pulco mentre tornano alle loro case con il disgusto
         di quell’odore nel corpo, penso alla loro doccia do-
         po la visita e al disgusto, all’orrore e all’angoscia
         che si prova quando non sono cadaveri di scono-
         sciuti ma il cadavere di tua figlia, di tua moglie o
         di tutto padre. Penso che sia un capogiro forte che
         spacca il cervello fino a impazzire.


            C’è un unico antidoto a tutto questo, e sapete
         quale è: IL CROCIFISSO!
            Non il devoto crocifisso che avete in casa, ma
         quello dilaniato e schifoso sul calvario… Oggi quel
         crocifisso è qui ad Acapulco. No, non un crocifis-

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