Page 30 - Felix
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quello che avete da dire”.
Ciascuno dei tre sceglie un suo modo perso-
nale con cui salutarlo. Poi è il mio turno:
“Amore mio, stai calmo, ora riposa in pace: ti
prometto che andrà tutto bene. Io e i ragazzi ti
amiamo e ti ameremo per sempre perché vivrai
sempre nei nostri cuori!”.
Nel pianto lascio il posto a sua mamma, ai suoi
fratelli, cugini, nipoti, zii e amici. Vengono in visita
alcuni amici sacerdoti. Con ognuno di loro pre-
ghiamo per la sua anima. È davvero confortante
e bello!
Le ore passano lente e inesorabili. José An-
tonio, la notte, si addormenta sulla mia spalla e
allora lo esorto a sdraiarsi sulle poltrone della sala
d’attesa e di riposare per un po’.
Sono le 4 del mattino del 6 giugno quando la
macchina che lo tiene in vita comincia a suonare
l’allarme. Mi alzo, prendo la sua mano. Entra un’in-
fermiera che, dopo aver guardato la macchina,
scuote la testa. Guardo mio marito… sta moren-
do. Istintivamente abbasso la testa sul suo torace,
premo forte il mio volto sul suo petto per l’ultima
volta e sento il battito del suo cuore indebolirsi…
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