Page 28 - Felix
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come mai non sia morto all’istante con una pal-
lottola nel cranio, non riesco neppure a spiegarmi
come sia sopravvissuto al trasferimento in queste
condizioni tanto delicate, infine non riesco ancora
a capacitarmi che non sia morto durante l’inter-
vento chirurgico e come mai sia ancora in vita!”.
Il buon dottore, animato da profonda fede cri-
stiana, aggiunge alcune parole che mi si imprimo-
no nella testa:
“L’unica cosa che so è che Dio ha l’ultima
parola!”.
La frase, pronunciata da un ottimo chirurgo,
mi impressiona e non cesserà di stupirmi. Mi dà
molto conforto e la ricordo come un grande aiuto
nell’affrontare cristianamente la prova.
Dopo di lui ci raggiunge un altro medico che
mi spiega che, ora, la prassi prevede una lunga
sedazione in coma farmacologico per vedere le
eventuali reazioni del cervello. I giorni seguenti
sono i giorni peggiori della mia vita. Giorni d’an-
goscia e di sofferenza, ma giorni densi anche di
preghiera: la preghiera dei disperati, la preghiera
più forte e vera nel cuore di Dio. Chiedo a Dio, lo
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