Page 26 - Felix
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co e lì aspettiamo l’elicottero. Felix viene traspor-
tato all’ospedale di Farallón. I medici ci dicono che
è necessario eseguire una tomografia per valuta-
re il danno. La diagnosi sembra essere infausta:
infarto cerebrale. Immediatamente, in ospedale,
viene allestita una camera per lui con tutte le at-
trezzature necessarie a tenerlo in vita...
Sono sconvolta e gli dico, anche se è in stato
di incoscienza:
“Amore mio, non lasciarmi. Combatti e resta con
noi. I ragazzi ed io abbiamo tanto bisogno di te.”
Ho le lacrime agli occhi e gli ripeto:
“Non lasciarmi, per favore”.
Poi arrivano le infermiere e i tecnici per ese-
guire la lastra. Dopo un paio di ore mi chiama il
neurochirurgo e mi dice:
“Signora, il danno è fatale: il proiettile ha ferito
gravemente l’intero emisfero destro del suo cervel-
lo ed è necessario un lungo e delicato intervento
chirurgico, ma non posso garantire che suo marito
uscirà vivo perché il danno è molto esteso...”.
Le lunghe ore dell’operazione sembrano non
passare mai. Mio figlio Daniel, il maggiore, si av-
vicina e mi dice:
“Mamma ho paura”.
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