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lavoro, senza prospettive, vivendo della carità
         di altri in una situazione poco al disopra della
         decenza. Senza parlare mi mostra il documento
         dell’UNHCR che dichiara lui e la sua famiglia
         “rifugiati”. Leggerne il contenuto mi dà un’altra
         forte emozione. Mi chiedo cosa vuol dire leggere
         nero su bianco che la tua vita non esiste più... e
         tutto perché credi in Gesù Cristo. Sarei in grado
         di essere un testimone della fede così come lo
         sono le persone che mi stanno ospitando?
            La nostra chiacchierata continua su argomen-
         ti più “leggeri”. Scorriamo la libreria delle foto
         del telefono di Hani insieme a Bhnam (intanto
         Dekkra e Sara si sono ritirate per far addormen-
         tare Savyo), mentre mi raccontano le storie lega-
         te a quei ricordi. Anche io faccio vedere le mie
         foto. Arrivano quelle del weekend di fine luglio
         trascorso a Gerusalemme con don Gigi per la
         preparazione del nostro pellegrinaggio. Appe-
         na ho finito di spiegargli che quello che stanno
         guardando è la Basilica del Santo Sepolcro con
         il Golgota e l’edicola del Sepolcro, Hani inizia a
         baciare ripetutamente lo schermo del telefono.
         La devozione e la forza del sua fede si esplici-
         tano in questo gesto semplice e istintivo, di cui

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