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“Abuna siamo fuggiti da Damasco a moti-
vo di Bashar al-Assad nella seconda metà del
2012, in seguito a quella che voi avete chiamato
Primavera Araba. Quella Primavera Araba si è
trasformata poi in guerra civile nell’anno 2012.
Assad ha bombardato e distrutto la nostra casa
a Damasco. Noi avevamo una bellissima casa e
un bel negozio. Guarda cosa rimane oggi della
casa...”.
Così dicendo Abdalla mi mostra sul telefoni-
no immagini di una bella villetta, ridotta poi in
macerie da un severo bombardamento.
Sono triste.
“Il Rais di Damasco è spietato. – gli dico, –
Mi sono documentato prima di questo incontro.
In Italia ho letto e studiato la situazione siriana.
Abdalla, se non sbaglio, il 3 giugno 2012, in oc-
casione dell’insediamento del nuovo Parlamento
siriano, Assad ha accusato i rivoltosi di essere dei
terroristi, manovrati da potenze straniere, con i
quali pertanto non vi sarebbe stato compromes-
so. Fra le forze di opposizione si aggiunsero in
seguito anche le Unità di Protezione Popolare
curde affiliate al PKK – che peraltro ho incon-
trato a Mosul nello scorso maggio – e nel 2013
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