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nostra opera di carità. Chi l’avrebbe mai detto
che quella firma che significava solo lacrime e
dolore sarebbe divenuta il sigillo delle nostre
opere dal Brasile al Perù e al Messico. Dall’Iraq,
al Vietnam a Gaza, alla Giordania e al Kenya? La
firma malata e piena di sofferenza e lacrime di
Santina, partendo da Bergamo, è in grado oggi
di portare salute, gioia e sorriso nei luoghi più
squinternati del mondo. Il luogo principale a cui
porta pace è il mio cuore quando non cerco le
vie dell’apparire o del successo, ma trascorro ore
e giorni a Lango Baya, lontano dalle comodità,
dai palcoscenici mondani del vuoto apparire, ma
nel tentativo di condividere il dolore e la dispe-
razione e nella convinzione di papa Francesco
che “Vivere insieme è un’arte!”.
Proprio questa arte sto imparando e la vicen-
da di mia madre è ancora oggi la mia maestra
che radicalmente grida il Vangelo: quando sono
debole è allora che sono forte.
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