Page 49 - Dominic
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nella cella, caldo afoso, tanfo enorme, un’unica
               latrina per tutti, senza lavarsi, mangiando un pu-
               gno di riso, ma qui ci sono tutti gli ingredienti
               per sclerare, per divenire pazzi!”. Quell’uomo,
               invece, mi stava davanti, sano di mente e con
               una grande sapienza interiore, un uomo buono
               e autentico, un uomo sincero, un uomo per il
               quale provavo una stima crescente e una gran-
               de considerazione. Penso dentro di me che sia
               maturo il tempo per una domanda più profonda
               e che possa regalarmi qualcosa di più grande di
               Ngo Quang Tuyen. Lo guardo fisso negli occhi
               e in modo diretto chiedo.

                  “Ma tu celebravi la messa?”.
                  “Sì padre, io ogni giorno celebravo l’Euca-
               ristia, dicevo le parole della consacrazione in
               latino per non farmi capire dai miei carcerieri
               vietnamiti. Il pane mi veniva procurato dai com-
               pagni di carcere: si trattava di una minuscola
               briciola. Il vino mi giungeva nascosto in piccoli
               flaconcini per le vitamine che venivano accu-
               ratamente svuotati del loro contenuto origina-
               le e riempite di vino. Tutti noi sacerdoti reclusi
               celebravamo messa in questo modo, con due

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