Page 69 - Doan
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ma la guerra ti entra dentro come un cancro e
convive per te tutta la vita... soprattutto se la
guerra ti ferisce. Io sono stato ferito dalla guerra.
La guerra mi ha mangiato la vita e mi ha reso un
disabile. Era una mattina presto, in Cambogia.
Uscimmo in perlustrazione, eravamo una squa-
dra di cinque soldati. Facevamo attenzione dove
camminavamo perché ci avevano avvisato della
presenza di mine sul terreno. Il primo soldato
procedeva cauto, era un uomo esperto. Tutti fa-
cevamo silenzio per essere meglio concentrati.
Io ero l’ultimo e chiudevo la triste fila di cinque
soldati. Un passo fuori posto e si scatenò l’in-
ferno! Un boato violento mi colpì e mi spostò
dieci metri indietro. Dolori da tutte le parti, non
sentivo più nulla, ero tutto sporco di qualcosa di
caldo... L’inferno, padre: fumo, brandelli di carne
umana, poltiglia di budella sconquassate, pezzi
di corpi smembrati, rantoli di morenti. E iniziò
il dolore... il primo soldato aveva calpestato una
mina e le schegge dell’esplosione mi avevano
devastato: tre schegge in testa, due nelle braccia
e una nella gamba sinistra”.
Il racconto, pur passando dal vietnamita al
francese e all’italiano non perde la sua forza
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