Page 70 - Doan
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emotiva. Sono i gesti e le espressioni del volto
di Van Hien a parlare prima delle parole. Anche
il padre ci aggiunge il suo coinvolgimento e le
paroline in italiano finiscono sul mio foglio di
carta. Vedere scene di guerra da una comoda
poltrona di un cinema significa esattamente il
contrario della guerra. Alla guerra non puoi assi-
stere come a un film, nella guerra ci sei dentro e
basta, come mi era capitato a Mosul o a Gaza o
nelle terre martoriate dagli Al Shabaab a Garissa.
Parlando con lui vivevo quella sporca e schifosa
guerra di molti anni fa! Che idiozia la guerra.
“Padre, nessuno di quegli uomini si salvò...
Dopo alcune ore giunsero i miei compagni e mi
portarono via in barella in un ospedale di merda
in Cambogia. Mi curarono le ferite per sei mesi
e poi mi rimandarono in patria”.
Mentre parla si volta e, nell’oscurità, mi mo-
stra un vecchio quadro. È il ritratto di Hồ Chí
Minh, che significa Portatore di luce, pseudoni-
mo di Nguyễn Sinh Cung morto ad Hanoi il 2
settembre 1969 e presidente carismatico dal 1945
al 1969. Il vietcong guarda con fierezza quel qua-
dro... ma anche con una sorta di rammarico.
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