Page 84 - Diana
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spogliare nudo, apre la porta del bunker puntando-
         mi il kalashnikov al petto. Guardo Ivan. Lui mi dice:
            “Stai calmo, è normale!”.
            Il giovane soldato dal volto coperto chiede chi
         siamo. Ivan dice il mio nome, cognome e la nazio-
         nalità e poi, lentamente, il suo nome e cognome:
            “Sono curdo. Sto portando questo prete a ve-
         dere la chiesa di San Domenico!”.
            Ci permette di abbassare le mani e ci chiede
         i documenti. Poi abbassa l’arma, rimette la sicura
         e ci dice:
            “Purtroppo qui non potete entrare”.
            Si abbassa il passamontagna nero. È un ragaz-
         zo di venti anni e fa un lavoro più grande della sua
         età. Poi prosegue:
            “Qui, per voi cristiani, proprio qui, non è sicuro,
         non fermatevi troppo! Sapete perché sono qui?
         Per impedire che la chiesa sia sventrata, che i suoi
         marmi siano rubati e le pietre antiche più belle
         utilizzate per nuove costruzioni…”.
            Guardo il ragazzo e provo un forte senso di ri-
         conoscenza. Sta rischiando la sua vita in un luogo
         islamista del cavolo e non è neppure cristiano, ma
         musulmano. Lui accenna a un sorriso:
            “Padre, guarda che noi musulmani non siamo cat-

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