Page 87 - Diana
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inter-religioso lo si fa così, tra le rovine di Mosul,
         non nelle aule universitarie, non in troppe riflessioni!
            Vedo il bazar che, improvvisamente, è diven-
         tato un luogo amico. Vedo una ragazza che vende
         del tè. Lascio Ivan e Amir, così si chiama il ragazzo,
         prendo tre bicchieri di tè e, con un piccolo vassoio,
         li porto loro… Sorseggiamo il bollente tè alla menta
         all’ombra, lontani dal sole cocente. Sembra un’as-
         surdità, ma quel tè a Mosul, davanti alle rovine
         della chiesa di San Domenico, è stato forse il più
         gustoso tè bevuto nella mia vita.
            Il ragazzo si rimette il passamontagna. Facciamo
         un breve video, ci abbracciamo e, piano piano, tor-
         niamo alla jeep. Prima di risalire in macchina, nello
         scalcinato bazar, trovo una miracolosa linea wifi con
         la quale riesco a caricare tre piccoli video in YouTu-
         be. Poi spegniamo tutto e ci mettiamo in macchina.
            Scende il tramonto su Mosul e il fresco dei soli
         quaranta gradi della sera ci permette di consuma-
         re un buon kebab prima di lasciare la città e fare
         ritorno in Italia.

            Manca mezz’ora ad atterrare a Fiumicino. Chiu-
         do IPad e appena atterrato, giuro, vi invio quest’ul-
         timo report sull’Iraq.

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